Sede Rionale

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Il Rione ebbe la sua prima sede in via Lapi, nelle cantine dell’abitazione della Famiglia Calderoni che, oltre a dare al Rione due Capi Rione, il signor Tonino e suo figlio l’avvocato Pier Vincenzo, costituì per diversi anni il nucleo portante del Rione stesso.
A tal proposito giova ricordare che fu proprio la signora Fucci Calderoni Caterina ha realizzare, fino agli anni ottanta, tutti i costumi della passeggiata storica del Rione.
In quelle cantine i ragazzi del Rione passarono le loro serate a realizzare le armature, le armi e le cotte di maglia di ferro che ancora oggi fanno bella mostra nel museo rionale e nel corteo storico del Rione.
 
Nel 1964 l’Amministrazione Comunale concesse, quale sede rionale, alcuni locali nel vecchio mulino di via Batticuccolo nei quali fu ricavata una parvenza di circolo rionale, mentre i costumi e le armature furono momentaneamente ospitati in alcuni locali dell’ ex Commissariato di P.S., in P.zza del Popolo, ora bar Rossini, per essere poi spostati in uno stabile sito nell’area del mulino.
Al momento della realizzazione della nuova circonvallazione però si rese necessario abbattere proprio l’ ala di questo stabile in cui erano ospitati i costumi.
Purtroppo i lavori di demolizione iniziarono senza preavviso ed alcuni rionali si videro costretti a trasferire tutto il materiale con i lavori in corso, immersi in una nuvola di polvere e sotto una pioggia di calcinacci.
Negli anni a venire furono acquisiti, a volte anche in modo molto rocambolesco (alcune acquisizioni furono effettuate erigendo muri nottetempo), altri locali nell’ambito dell’ex mulino dove furono ospitati il museo rionale, la sala del Consiglio ed un circolo quasi degno di tale nome.
 
I locali si dimostrarono però presto inadeguati soprattutto per la loro collocazione.
Ormai la nuova circonvallazione aveva tagliato fuori quell’ area dal centro abitato e creava grosse difficoltà all’ accesso.
L’ esiguità degli spazi, insufficienti ad ospitare la crescente attività rionale, oltre alla promiscuità con le scuderie di tutti i Rioni ( bisogna ricordare che proprio quel vecchio mulino è stato utilizzato per parecchi anni prima della nuova ed ancora attuale collocazione ), ed alla vicinanza del fiume Lamone che, con le sue piene, provocava l’ allagamento di alcuni locali della sede, diedero la spinta al Rione Giallo ad ambire una nuova collocazione.
 
Però passarono parecchi anni senza ottenere una adeguata risposta dall' amministrazione comunale, mentre gli altri rioni avevano già a disposizione le loro sedi, il Rione Giallo rimase nella stessa posizione ancora per 15 anni ( fin dai primi giornalini rionali, si possono leggere diversi articoli che furono redatti con lo scopo di informare ma soprattutto di sostenere una adeguata soluzione alle nostre attività )
 
Finalmente nel 1989 al Rione fu assegnata l’ attuale sede di via Bondiolo.
Lo stabile, che una volta ospitava le stalle, le scuderie, i granai ed i magazzini di un palazzo del XVIII secolo, prospiciente Corso Matteotti, era in uno stato di completo abbandono per cui nei i due anni successivi furono eseguiti dei grossi lavori di ristrutturazione, in parte eseguiti da un’ impresa edile per conto del Comune di Faenza che ne era diventato il proprietario, ma in gran parte da molti soci del Rione che impegnarono molto, se non tutto il loro tempo libero nei lavori di rifinitura e di miglioria. 
Basti ricordare, ad esempio, che per reperire i mattoni fatti a mano con cui alcuni rionali hanno realizzato la pavimentazione del cortile esterno furono acquistati e poi demoliti due caselli ferroviari in disuso, recuperandone, ripulendoli dalla calce, tutti i mattoni.

Finalmente, con grande soddisfazione ed orgoglio di quanti si erano prodigati nella sua realizzazione, il 1 novembre 1991 fu inaugurata la sede di cui ancora oggi il Rione va fiero.